La nostra esperienza a Montemurlo all’Ecorally “Valle del Bisenzio”

La Lancia Ypsilon HF 280 cavalli col numero 0 con cui Guerrini e Prusak hanno fatto da apripista alla gara toscana

Nella lunga sosta tra la prima e la seconda parte della FIA Ecorally Cup 2026 abbiamo dedicato tempo a provare veicoli per capire come proseguire la stagione iridata. Con piacere abbiamo accettato l’invito di ACI Prato finalizzato ad avere come apripista della gara che annualmente organizzano l’equipaggio campione del mondo di questa disciplina. La gara era valida per il campionato italiano energie alternative, si è svolta in un solo giorno (2 maggio), e quest’anno ha inaugurato il campionato nazionale. Ci siamo presentati come numero 0 della gara a bordo della nuova e velocissima Lancia Ypsilon HF 280 cavalli. L’occasione è stata interessante sia per la visibilità reciproca che ci siamo scambiati con ACI Prato, sia per fare il punto sul funzionamento del campionato italiano e comprendere la diversità regolamentare italiana rispetto al campionato FIA e a quelli degli altri paesi europei. Al momento in cui scriviamo, si è svolta anche una seconda gara in Italia, a Como nella serata del 29 maggio, utile per allargare le riflessioni già emerse dopo Prato.

L’Italia e la Repubblica di San Marino sono le nazioni dove questa disciplina sportiva ha mosso i primi passi oltre 20 anni fa. Per molti anni i team italiani hanno dominato il palcoscenico internazionale favorendo la crescita e la diffusione della disciplina in Europa e nel mondo. Nell’ultimo decennio le cose sono radicalmente cambiate, con altri paesi che hanno sviluppato ottimi e partecipati campionati nazionali e lanciato sulle gare mondiali team competitivi lasciando l’Italia senza un titolo iridato dal 2019.

Cominciamo dal tema della partecipazione per poi analizzare altri aspetti che differenziano il campionato italiano da quelli del resto del mondo e da quello mondiale. Esaminando le ultime due gare italiane possiamo prendere atto che a Prato, gara arrivata alla quarta edizione, fossero in gara dodici auto, delle quali cinque ammissibili e compatibili con il campionato FIA. A Como, rally all’ottava edizione, addirittura sei auto delle quali solo tre compatibili con gli standard FIA. Il fatto che partecipino ai campionati nazionali automobili alimentate anche con le energie alternative non ammesse nel campionato mondiale non è un aspetto negativo e succede anche in altri campionati. L’elemento che differenzia Italia e resto del mondo è che negli altri campionati ogni categoria di carburante ha la sua classifica e il suo titolo nazionale per non creare pastrocchi nel comparare energia elettrica, metano, GPL o altri carburanti tradizionali che alimentano le ibride. È evidente che scegliere un sistema di calcolo oppure uno diverso avvantaggi fortemente un metodo di alimentazione rispetto a un altro. Ulteriormente chiara la volontà delle federazioni estere e degli organizzatori di evitare inutili contrapposizioni tra alimentazioni “green” tutte degne di attenzione e valorizzazione. L’altro aspetto molto diverso tra gli altri e l’Italia è che all’estero l’80-90% dei veicoli che prendono parte a questo tipo di gare sono elettrici mentre in Italia siamo a circa la metà dei partecipanti. Qui la spiegazione è semplice, dato che all’estero le case automobilistiche e localmente le concessionarie investono molto nel campionato nazionale che gode di prestigio e visibilità molto più di quanto avvenga in Italia. Non mancano le collaborazioni con i colossi del mondo dell’energia sia come sponsor di singoli team che di intere gare o perfino dello stesso campionato. Un passo decisivo avvenuto oltre le Alpi è stato quello di mettere in relazione il mondo della regolarità storica con quello delle energie alternative, in taluni casi unificando la commissione nazionale che fa capo alla federazione. Il risultato è stato di portare molti regolaristi dello storico a testare le nuove energie e viceversa, oltre a una discreta visibilità nei media nazionali interessati a eventi che comunque coinvolgono costantemente trenta-quaranta equipaggi.

Dal punto di vista regolamentare il campionato nazionale italiano prevede, a livello di regolarità, differenze rispetto al campionato FIA talmente grandi che forse sarebbe meglio parlare di due differenti discipline sportive. Al contrario all’estero i regolamenti nazionali sono quasi completamente allineati a quelli mondiali. Proprio per questo i campionati nazionali esteri diventano un percorso formativo importantissimo per fare emergere nuovi potenziali team in grado di vincere il titolo FIA. Questo avveniva anche venti anni fa quando in Italia la regolarità era prevalentemente passaggio sui tubi mentre all’estero era media imposta. Oggi la seconda variante è diventata popolare anche in Italia ma con delle differenze rispetto all’estero notevoli. La cosa più evidente è la strumentazione ammessa. Ovunque si usa sonda magnetica e GPS, mentre in Italia non è permesso l’uso delle sonde. In Italia non sono ammessi alcuni tipi di installazioni di antenne mentre all’estero è consentito tutto a condizione che l’installazione di antenne, sonde e cablaggi, avvenga con criteri di professionalità. In Italia c’è un limite di alcuni centimetri quadrati per la strumentazione utilizzabile sul vetro anteriore mentre all’estero questo limite non c’è, limitandosi a prevedere che gli strumenti non interferiscano con il raggio d’azione dell’airbag. In passato chiedemmo chiarimenti su queste limitazioni e ci fu risposto che le sonde, i cavi, le antenne, i supporti, alteravano il veicolo rendendolo non conforme al codice della strada. Ovviamente questo intervento regolamentare italiano non vale per le altre auto storiche o moderne che fanno campionati di regolarità e quindi probabilmente il problema della strumentazione e del rispetto del codice riguarderebbe assurdamente solo le auto ad energie alternative. Naturalmente neppure all’estero ci si pone questo tipo di problema. Il sistema di cronometraggio nel campionato italiano energie alternative è composto da elementi che si attaccano alla carrozzeria dell’automobile, ma in questo caso dal punto di vista regolamentare non ci sono preoccupazioni che possa alterarsi la conformità del veicolo o costituire pericolo.

Altra differenza tra i vari campionati è relativa al numero di controlli a chilometro, divieto di rilevazione all’interno di villaggi e paesi, distanza senza rilevamenti segreti dalla partenza delle prove, dalla fine dei villaggi e dagli “Stop” o precedenza particolarmente pericolosi. La FIA ha indicato delle linee guida per queste situazioni e i regolamenti dei campionati esteri si sono adeguati o solo parzialmente adeguati a queste indicazioni, Italia inclusa.

Cambia tutto se si affronta il tema efficienza energetica, dove contrariamente alle disposizioni sulla regolarità ogni federazione nazionale utilizza proprie regole. Quasi ovunque esistono due trofei e due classifiche separate per la regolarità e per l’efficienza energetica con due campionati nazionali da assegnare a fine stagione. Ambita e difficile la possibilità di vincerli entrambi, cosa che è comunque riuscita ad alcuni equipaggi. Infine un altro elemento che differenzia il FIA dai vari campionati nazionali è lo scoprire il percorso solo trenta minuti prima della partenza di ogni tappa, aspetto che esalta il ruolo del copilota soprattutto nelle prove con molti ed imprevedibili cambi di direzione. Alcune federazioni nazionali hanno scelto lo stesso format, altre tempi ulteriormente ridotti, altre ancora più lunghi.

Quando citiamo i campionati esteri facciamo riferimento prevalentemente a quello spagnolo, portoghese e ceco, una media di sei o sette gare stagionali con ampia partecipazione e con difficoltà di vittoria finale non lontana, se non per una logistica più semplice, da un titolo iridato. Questi tre campionati sono ad oggi il riferimento da cui imparare per crescere. Quello che era un tempo il ruolo dell’Italia oggi è occupato da queste tre nazioni e da altre in rapida crescita sportiva, soprattutto in Europa orientale. Da ogni campionato sono usciti tre o quattro team nazionali in grado di vincere o raccogliere punti nelle gare iridate. Non manca il supporto delle federazioni nazionali che vivono il proprio campionato anche come una fase di qualificazione per una “Champions League” successiva nella quale cercare di prevalere sulle altre nazioni.

Rimane legittima la scelta di ogni federazione relativamente a che strada prendere. Più che l’omogeneità rispetto al mondiale andrebbe valutato se la propria formula è vincente oppure no. A nostro parere quella scelta da spagnoli, portoghesi e cechi è migliore di quella che si continua a portare avanti in Italia. Parlano il numero degli iscritti alle gare, il livello degli sponsor legati al campionato, la competitività a livello internazionale dei team impegnati nei campionati locali, ma soprattutto il basso turnover dei partecipanti. Abbiamo visto come chi intraprenda progetti in questi campionati continui il proprio impegno per molti anni al contrario del campionato italiano dove, tranne qualche rara eccezione, l’esperienza e la voglia di fare bene di ogni nuovo equipaggio si spegne nel giro di poche stagioni sportive.

Siamo il team con la più lunga esperienza in campo internazionale, che ha raccolto il maggior numero di vittorie in singole gare in venti differenti nazioni. Anche se da due anni corriamo con la bandiera di San Marino la nostra scuderia è italiana e restiamo gli ultimi che hanno fatto suonare l’inno di Mameli in gare internazionali dedicate alle nuove energie, oltre ad aver riportato lo scorso anno il titolo nella nostra penisola, seppure in cima al Monte Titano. In passato abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza per aiutare il campionato italiano a crescere e portarsi ai livelli che meriterebbe in Europa e nel mondo. Confermiamo di nuovo questa disponibilità con lo stesso spirito con cui è avvenuto il sereno confronto con gli organizzatori della gara di Prato e Montemurlo. Non siamo interessati a prendere parte alle gare, a lottare per titoli locali e soprattutto non cerchiamo compensi economici. Siamo pronti a collaborare con tutte quelle realtà che hanno mantenuto vivo l’interesse per le energie alternative nell’ultimo decennio. Vogliamo aiutare tutte queste realtà italiane a crescere con l’ambizione di riportare in futuro il titolo mondiale sotto il Tricolore, magari anche passando con un evento sportivo dalla più antica Repubblica del Mondo incuneata nel cuore dell’Italia. Noi il passo lo abbiamo fatto.

Slovenia, ancora un terzo posto per Guerrini e Prusak

Ancora una volta la gara slovena regala grandi emozioni, seppure non sempre in senso positivo. Un bellissimo percorso con prove in montagna su strade immerse in incantevoli paesaggi, ma con un cronometraggio spesso non in linea con il lavoro dei team in gara. Solitamente i migliori a fine rally totalizzano una media tra i 2 e i 3 decimi di secondo per ogni controllo segreto, mentre il dato di 7 o 8 di questa volta indica che qualcosa di strano è accaduto o che tutti gli equipaggi hanno sbagliato più volte sempre negli stessi punti del percorso.

In questa complessa situazione da gestire, la Kia e-Niro targata Gass Racing della coppia Guerrini-Prusak ottiene un terzo posto assoluto, frutto del quarto tempo nella parte sportiva e del terzo risultato in efficienza energetica, dietro di pochissimo alle due Hyundai Inster di Žďárský-Nábělek e Aicart-Herrera, rispettivamente primi e secondi in gara. A tal proposito, un’altra anomalia è il dato energetico delle due auto coreane del team ceco e spagnolo che, in oltre 300 chilometri di regolarità, hanno ottenuto lo stesso dato nei consumi, numero composto da ben quattro decimali dopo la virgola. Seppure il modello sia lo stesso, dovrebbero cambiare il modo di guida, il peso degli equipaggi e, in questo caso, sicuramente anche gli pneumatici. È evidente che la coincidenza assume rilevanza al limite dell’incredibile.

Ricco di esperienza il debutto in gare internazionali dei due equipaggi italiani presenti a Nova Gorica. Sia Gasparri-Fabbruzzo sia Rigamonti-Cairoli sono rimasti fuori dalla zona punti, ma oltre a un’importante crescita in una gara diversa dal proprio campionato nazionale, hanno ottenuto buoni tempi in alcune prove speciali e risultati ottimi nell’efficienza energetica.

Nella conferenza stampa di fine gara, presso la piazza della stazione di Nova Gorica, divisa in due dal confine tra Italia e Slovenia e dove sono avvenute le premiazioni, Guerrini e Prusak hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Guerrini: “Avevamo preparato la gara in modo esemplare e tutto avremmo pensato tranne di ritrovarci in una situazione di scarsa comprensione di tutto ciò che ci accadeva intorno. Volevamo regalare ad Albino Gabriel (Gass Racing) e Valentino Giorgi (Sportmotors Management), che ci sono venuti a trovare durante la gara, una bella soddisfazione, ma si sono dovuti accontentare del terzo gradino del podio. Ancora una bella prova nell’efficienza energetica, dove per la seconda volta abbiamo dimostrato che le Hyundai Inster sono battibili. Aggiungo come quest’anno sia davvero piacevole poter collaborare con altri team italiani impegnati nel campionato iridato. Sia con i due team presenti in Slovenia, sia con Stefano Modena e Sveva Altieri nelle gare precedenti, finalmente abbiamo potuto fare squadra, cosa che gli altri team fanno da tempo. Forse sta arrivando un ulteriore salto di qualità per Italia e San Marino in questa disciplina”.

Prusak: “Prova dopo prova abbiamo cercato di venire a capo dei rilevamenti assurdi che ci venivano assegnati, per poi renderci conto che gli altri equipaggi erano nella stessa situazione. Forse dobbiamo ritenerci fortunati se alla fine di tutto abbiamo pagato meno penalità di altri sulla regolarità”.

Dopo quattro delle undici gare della FIA Ecorally Cup 2026 guidano la classifica i cechi Žďárský-Nábělek con 54 punti, seguiti dagli spagnoli Aicart-Herrera a quota 52. Guerrini e Prusak consolidano il terzo posto salendo a 38, seguiti dai portoghesi Silva-Ramalho a 21 e dai cechi Bydžovský-Timura a 19.

Tempo di riflessioni sportive e tecniche nei prossimi due mesi e mezzo, dato che la quinta e la sesta prova del campionato iridato delle auto green si svolgeranno nelle prime due settimane di luglio, rispettivamente in Lituania e Lettonia.

Gass Racing in Repubblica Ceca a caccia della prima vittoria stagionale

Guerrini e Prusak con i trofei conquistati in Repubblica Ceca nell’edizione 2025 (foto Štěpán Šturma)

Guerrini e Prusak con i trofei conquistati in Repubblica Ceca nell’edizione 2025 (foto Štěpán Šturma)

Guido Guerrini e Artur Prusak saranno al via della quattordicesima edizione, decima con validità FIA, del Czech New Energies Rally con base a Český Krumlov. La terza prova della FIA Ecorally Cup sarà valida anche come apertura stagionale del campionato nazionale ceco, uno dei più competitivi del panorama europeo, capace di portare nuovi campioni sullo scenario internazionale.

La coppia da battere sarà quella composta dai padroni di casa Žďárský–Nábělek, vincitori di quattro delle ultime cinque edizioni della gara boema e reduci da due secondi posti consecutivi in Spagna e Portogallo.

Delle diciotto prove speciali in programma, ben quattro saranno venerdì sera in notturna, con la complicazione di un meteo incerto che potrebbe portare in strada anche la sorpresa della neve. Anche in questo rally è molto alto il livello degli iscritti, con Guerrini e Prusak che apriranno l’ordine di partenza con il numero 1 riservato ai campioni iridati in carica. Oltre ai già citati cechi, saranno al via i leader della classifica Pérez Aicart-Herrera, i baschi Conde-Sergnese, i portoghesi Silva-Ramalho e Carpinteiro-Figueiredo, i belgi Heine-Piette e Dechamps-Sécretin, i bulgari Dedikov-Dedikova, gli svizzeri Ott–Ott e altri team cechi come Bydžovský–Timura e Korený–Bohumská.

Si riaffacciano al campionato anche gli sloveni Špacapan–Kobal ed esordiscono nella stagione 2026 i team lituani e lettoni, con in gara rispettivamente Zvinakevičius–Zvinakevičiūtė e Caune–Svenčis. Unici italiani in gara il già pilota di Formula 1 Stefano Modena e Sveva Altieri, alla seconda gara stagionale.

Per Guerrini e Prusak la scelta è stata quella di utilizzare sulla Kia E-Niro gomme “all season”, le stesse con le quali vinsero la classifica di efficienza della gara ceca dello scorso anno. Nonostante gli acciacchi del pilota toscano non siano ancora risolti, c’è ottimismo per una gara amata sia da Guerrini che da Prusak e in passato vinta due volte, con un totale di otto podi in nove partecipazioni. Appuntamento a venerdì pomeriggio con la partenza dalla piazza centrale della bellissima Český Krumlov.

Guerrini e Prusak ancora a podio nel Portugal Ecorally

La gara di Oeiras è stata la fotocopia, come risultati, di quella valenciana. Due settimane e mille chilometri di distanza vedono ripetersi lo stesso podio con classifiche davvero simili in regolarità, consumi e combinata. Con Guerrini ancora in condizioni non ottimali, riuscire ad andare a podio anche in questa occasione significa, per Gass Racing e Sportmotors Management, rimanere in corsa per la FIA Ecorally Cup e per l’Iberian Eco Rally Challenge. In Portogallo hanno vinto ancora Pérez Aicart ed Herrera che, grazie all’efficienza energetica, hanno superato i cechi Žďárský-Nábělek che avevano vinto la regolarità.

I portacolori di San Marino si godono un altro podio per nulla scontato viste le difficoltà delle dodici speciali lungo le strade attorno a Lisbona. I tre di testa, dopo un’intera gara, si ritrovano a condividere un podio con distacchi minimi: appena sette secondi tra primo e terzo. Più indietro, ma comunque a punti, i team portoghesi che dopo due gare stanno faticando a tenere il passo dei primi tre del campionato.

Nella conferenza stampa di fine gara, svoltasi presso la spiaggia sull’Atlantico di Oeiras, Guerrini ha ribadito la propria soddisfazione per aver ottenuto ulteriori dieci preziosi punti: «Come due settimane fa in Spagna abbiamo seriamente rischiato di non essere in gara per i noti problemi successivi alla Dakar. Salire sul podio è un punto di partenza per continuare a migliorarci in questa prima parte di stagione per poi sperare di superare tutti gli acciacchi dopo la quarta gara», ha promesso il pilota toscano con licenza sammarinese.

Artur Prusak ha sottolineato come la gara portoghese sia durissima soprattutto per le difficoltà di navigazione che gli organizzatori sadicamente inseriscono lungo il percorso: «Riuscire ad arrivare in fondo senza sbagliare strada è già un ottimo punto di partenza per restare in alto in classifica», ha ribadito il copilota franco-polacco.

Ad oggi la coppia Pérez Aicart-Herrera conduce con 30 punti la classifica iridata. Seguono Žďárský-Nábělek a 24, Guerrini-Prusak a 20, Carpinteiro-Figueireido a 14 e Conde-Sergnese a 9. La terza prova del mondiale green è in programma tra due settimane a Český Krumlov, in Repubblica Ceca: una gara molto diversa da quelle iberiche, con la possibilità che qualcosa possa cambiare nelle attuali gerarchie del campionato.

Guerrini e Prusak al Portugal Eco Rally

Guerrini e Prusak al via della vittoriosa edizione 2025 (foto Bernardo Lúcio)

Guerrini e Prusak al via della vittoriosa edizione 2025 (foto Bernardo Lúcio)

Tra situazione internazionale e politica interna è passata quasi inosservata l’alluvione che a fine gennaio ha colpito Portogallo e Spagna occidentale provocando morti, distruzione di strade e danni incalcolabili. La determinazione degli organizzatori lusitani ha superato ogni disastro e per la nona edizione del Portugal Eco Rally non è stato necessario neppure un rinvio ma solo un cambio di percorso.

Ad onorare la gara tutti i migliori equipaggi della FIA Ecorally Cup e quasi cinquanta iscritti complessivamente per una gara che avrà validità anche per l’Iberian Eco Challenge e per il campionato nazionale portoghese.

Favoriti e chiamati a una prestazione importante i team portoghesi che hanno mancato il podio nella Comunitat Valenciana tra cui Silva-Ramalho, Carpinteiro-Figueiredo e Serrano-Caldeira. Tra gli altri al via i freschi vincitori nella Comunitat Valenciana Pérez Aicart-Herrera, i baschi Conde-Sergnese, i bulgari Dedikov-Dedikova, gli svizzeri Ott-Ott e il trio ceco composto da Žďárský-Nábělek, Bydžovský-Timura e Korený-Bohumská.

Al via con il numero 1 anche i portacolori di San Marino, campioni del mondo in carica, Guido Guerrini e Artur Prusak, sempre in collaborazione con Gass Racing e Sportmotors Management e a bordo della storica Kia E-Niro. Per Guerrini e Prusak tradizione portoghese molto positiva avendo vinto le ultime tre gare in terra lusitana, rispettivamente nelle Azzorre, ad Oeiras e Madeira.

La seconda gara della FIA Ecorally Cup servirà sicuramente a sgranare ulteriormente la classifica iridata e quella del campionato iberico. Sarà occasione per vedere se Guerrini si sarà del tutto ripreso dall’infortunio nella scorsa Dakar e se la prestazione sarà comunque più convincente del terzo posto di dieci giorni fa.

La gara prenderà il via venerdì con 8 delle 12 prove speciali in programma. Sabato le “speciali” saranno soltanto 4 ma con un chilometraggio complessivo superiore a quello del primo giorno. Il Portugal Ecorally si concluderà con la tradizionale prova su circuito cittadino in riva all’Atlantico nella mattinata di domenica.

Podio prezioso per Guerrini e Prusak nella Comunitat Valenciana

Il podio con tutti i premiati (foto Action Press)

Il podio con tutti i premiati (foto Action Press)

La FIA Ecorally Cup 2026 si apre con la vittoria dei campioni nazionali spagnoli Manuel Pérez Aicart e Javier Herrera Alejos con una efficientissima Hyundai Inster che ha dominato la classifica dei consumi. I due iberici, originari di Castellón, non sono nuovi a piazzamenti e vittorie in gare importanti anche in altre categorie del motorsport.

Secondi i cechi Žďárský-Nábělek con un risicato margine sul team Gass Racing formato da Guerrini e Prusak che vanno a podio nonostante le condizioni fisiche precarie del pilota toscano.

L’Eco Rallye Comunitat Valenciana si è svolto lungo le strade della regione autonoma con partenza e arrivo da Castellón de la Plana. Dieci prove speciali suddivise in due giorni di gara per un totale di oltre 300 chilometri di “speciali”. La parte sportiva ha visto prevalere i cechi Žďárský-Nábělek, seguiti dagli spagnoli Aicart-Herrera e dai portoghesi Carpinteiro-Figueiredo. Quarti gli alfieri di Gass Racing Guerrini-Prusak dopo una rimonta che li vedeva iniziare dal sedicesimo posto nella prima prova. Buono il risultato della Kia E-Niro nell’efficienza energetica con un terzo posto che ha permesso di salire sul podio della prima gara stagionale.

Nella conferenza stampa svoltasi presso l’Hotel Luz a Castellón, Guido Guerrini ha manifestato tutta la propria soddisfazione. “Quelli di oggi sono punti guadagnati e non persi rispetto ai nostri rivali per il campionato. Se consideriamo che abbiamo rischiato di non essere in gara per i miei problemi fisici mi permetto di essere davvero felice per essere arrivato in fondo alla gara non a mani vuote”, ha raccontato il pilota italo-sammarinese.

“Dopo un inizio disastroso con un brutto tempo nella prima prova abbiamo cominciato a ingranare e recuperare speciale dopo speciale. È un peccato essere finiti a un passo dal secondo posto ma dobbiamo essere contenti del lavoro svolto”, è la dichiarazione di Artur Prusak dopo aver letto il risultato della gara.

Prossimo appuntamento tra dieci giorni a Oeiras per l’Ecorally Portugal, valido come seconda prova della FIA Ecorally Cup e dell’Iberian Eco Rally Challenge e come apertura del campionato nazionale portoghese. Molti dei protagonisti della gara valenciana saranno in gara anche nella trasferta lusitana.

Guerrini e Prusak al via della stagione 2026

Prusak e Guerrini durante la vittoriosa gara valenciana della scorsa stagione (foto Action Press)

Prusak e Guerrini durante la vittoriosa gara valenciana della scorsa stagione (foto Action Press)

Messi da parte dubbi o incertezze sulla salute fisica dopo l’incidente avvenuto al pilota italo-sammarinese durante la scorsa Dakar, Guido Guerrini e Artur Prusak saranno regolarmente al via dell’Eco Rallye de la Comunitat Valenciana. Un’edizione particolarmente ricca di interesse che aprirà la stagione 2026 della FIA Ecorally Cup, dell’Iberian Eco Rally Challenge e del campionato nazionale spagnolo. Quattordici diverse nazionalità saranno al via a confermare che la lotta per l’iride 2026 vedrà molti team giocarsi le proprie carte.

Gass Racing e Sportmotors Management saranno ancora a fianco di Guerrini e Prusak, che percorreranno gli oltre 300 chilometri di prove speciali a bordo della Kia E-Niro con cui vinsero la gara valenciana e il campionato FIA la scorsa stagione.

Il rally si svolgerà venerdì e sabato con partenza e arrivo da Castellón de la Plana. Ad animare la competizione i cechi vicecampioni del mondo Žďárský-Nábělek (Hyundai Kona), i baschi Conde-Sergnese (Kia EV6), i bulgari Dedikov-Dedikova (Kia EV6), i portoghesi Silva-Ramalho (BMW ID.3), Carpintero-Figueiredo (Kia EV4), Serrano-Caldeira (Renault Mégane E-Tech) e il team di Andorra Laquidaín-Laquidaín (BMW i4). Da tenere d’occhio molti equipaggi emergenti che hanno fatto un ottimo finale di stagione 2025 come gli svizzeri Ott-Ott (Hyundai Kona), i francesi Guigou-Le Borgne (Renault Alpine) e le due coppie ceche Bydžovský-Timura (Peugeot e-308) e Korený-Bohumská (BMW i4). Torna in gara anche un team italiano con la coppia formata dal campione di Formula Uno Stefano Modena con Sveva Alteri a bordo di una Cupra Tavascan. Molti dei team spagnoli e portoghesi iscritti possono rivelarsi in grado di vincere o salire sul podio di una gara che avrà un forte livello di incertezza anche per le recenti modifiche regolamentari in tema di efficienza energetica, che dovrebbero rendere più equilibrato il campionato.

“Ringrazio i medici e il mio compagno d’avventura alla Dakar Lorenzo Delladio per aver fatto tutto il possibile per rimettermi in piedi e poter aprire l’edizione 2026 del campionato con il numero 1 sugli sportelli. Siamo arrivati a questa gara senza prove o allenamenti, quindi le aspettative sul risultato dovranno tenerne conto. È bello essere qui da campioni del mondo e faremo tutto il possibile per onorare il titolo vinto la scorsa stagione”, sono le parole di Guido Guerrini alla vigilia della gara valenciana.

Risultati finali e premiazioni sabato in tarda serata, per consentire poi il trasferimento del circus della FIA Ecorally Cup nel vicino Portogallo per la seconda prova del campionato, tra meno di due settimane.

FIA EcoRally Cup, le novità della stagione 2026

La eNiro di Guerrini-Prusak in gara nel vittorioso mondiale 2025 (Photo Lor)

L’edizione 2025 è stata quella con il maggior numero di record, con i campioni in carica Guido Guerrini e Artur Prusak che hanno totalizzato il maggior numero di punti e di vittorie in una singola edizione del campionato. La stagione 2026 vedrà al via molti equipaggi e rivoluzionerà il calendario, mentre il regolamento prevede solo piccole modifiche che saranno comunque destinate a incidere pesantemente sulla scelta dei veicoli e sulle strategie di gara.

Il calendario prevede dodici appuntamenti, con la conferma che saranno validi per la classifica solo i migliori otto risultati. Le gare in Scozia, Cina e Madeira assegneranno il 50% di punti in più.

  • Spagna – Valencia (27-28 febbraio)
  • Portogallo – Oeiras (13-15 marzo)
  • Rep. Ceca – Český Krumlov (27-29 marzo)
  • Slovenia – Nova Gorica (17-18 aprile)
  • Lituania – Vilnius (4-5 luglio)
  • Lettonia – Riga (11-12 luglio)
  • Scozia – Dundee (1-2 agosto) *
  • Cina – Hefei (9-14 settembre) *
  • Spagna – La Coruña (18-20 settembre)
  • Portogallo – Madeira (3-5 ottobre) *
  • Monaco – Monte Carlo (14-17 ottobre)
  • Italia – Dolomiti (6-8 novembre)
    *Punteggi maggiorati del 50%

Escono dal calendario Svezia, Belgio, Islanda e Svizzera ed entrano per la prima volta Lituania e Lettonia. La gara invernale svedese potrebbe già tornare nel 2027; quella belga era inizialmente prevista ma poi, a causa di difficoltà nell’armonizzare le nuove regole FIA con la gara, gli organizzatori hanno deciso di fare un passo indietro. Nessuna informazione relativamente all’esclusione della gara svizzera, mentre quella islandese paga le note difficoltà logistiche.

Lituania e Lettonia entrano portando in dote anche prove su terra, grazie al forte interesse che gli atleti baltici hanno per le gare di regolarità. Tra i recenti successi, quello alla Dakar Classic da parte del lituano Karolis Raišys. Il calendario 2026 rende un po’ più agevoli gli spostamenti escludendo i lunghi trasferimenti in Svezia e Islanda e accorpando gare geograficamente vicine come Spagna e Portogallo, Cechia e Slovenia, Lituania e Lettonia.

Una novità è solo formale: dopo tre anni si interrompe la partnership tra Bridgestone e la Federazione Internazionale dell’Automobile. Il campionato torna all’antica denominazione FIA EcoRally Cup, perdendo probabilmente un’occasione interessante di visibilità reciproca.

Altro cambiamento è l’abolizione della Categoria 2 e la possibilità per tutte le auto elettriche in commercio di prendere parte a un’unica classifica. Il diverso sistema di misurazione dell’efficienza energetica mette tutte le auto sullo stesso livello. In passato si utilizzava un dispositivo di controllo dei consumi attraverso la porta OBD dell’automobile, mentre nella nuova stagione, dopo la sperimentazione a fine campionato 2025, si misureranno i consumi direttamente dalla presa di ricarica prima e dopo ogni prova speciale.

Per agevolare gli organizzatori delle gare, le misurazioni avverranno solo se tra le prove speciali di regolarità saranno percorsi più di dieci chilometri. Semplificando, succederà che spesso una parte dei percorsi di trasferimento entrerà a far parte dei chilometri utilizzati per le prove di consumo. Questo aspetto sicuramente inciderà nei consumi finali delle gare e costringerà gli equipaggi a fare precisi calcoli su come ottimizzare i tempi di trasferimento tra una prova e l’altra.

Pienamente condivisibile l’estensione del Joker all’ultimo giorno di gara. Entrato in vigore nel 2025, questo strumento prevede l’eliminazione del 2% dei controlli segreti in ritardo in ogni tappa. La logica è quella di evitare che, per un problema di traffico, un gregge di pecore, un bus in manovra o un concorrente in ritardo, si possano prendere penalità spesso decisive per la classifica. L’abuso che talvolta ne viene fatto è che a volte sana errori di navigazione quando si prende una strada sbagliata. Resta questo limite interpretativo, poiché il singolo organizzatore non è sempre in grado di ricostruire che tipo di problema c’è quando si paga un forte ritardo.

L’ultima novità è puramente tecnica ed è il limite al 1° gennaio 2020 per la costruzione delle automobili in gara. L’anno passato il limite era l’inizio del 2018 e, in un solo anno, la FIA ha scelto di eliminare due annate di produzione.

Tra qualche giorno sarà pubblicata la lista dei partenti della prima gara e sarà un’utile indicazione per provare a individuare quali team saranno impegnati nell’intera stagione. Probabile una presenza importante di team iberici sotto le bandiere di Portogallo, Spagna e Andorra.

Tra questi il più esperto è quello basco Conde-Sergnese, con due mondiali in bacheca, e quello lusitano Silva-Ramalho, terzi nel 2025. Tra i portoghesi gareggeranno sicuramente almeno nelle gare iberiche anche le coppie Carpinteiro-Figueiredo e Serrano-Tavares, mentre saranno presenti in molte tappe mondiali anche i galiziani Fernández-Fernández.

Già annunciato il ritorno dei francesi Malga-Bonnel, ma attenzione alla promozione nella categoria principale di piloti e copiloti del calibro di Stricher, Le Borgne o Guigou. Al via con un’auto competitiva gli svizzeri Ott-Ott, rivelazione nella regolarità della stagione 2025.

Nel mondo ceco, oltre ai due volti iridati Žďárský-Nábělek, hanno dimostrato il proprio valore anche le coppie Korený-Bohumská e Bydžovský-Timura. L’Europa orientale porterà in gara anche i bulgari Dedikov-Dedikova e gli sloveni Špacapan-Kobal.

Per quanto riguarda l’Italia c’è un importante ritorno dei propri alfieri nel panorama internazionale. Sicuramente già al via in Spagna il pilota di Formula Uno Stefano Modena e senz’altro presenti in alcune gare anche Pietro Gasparri e Matteo Rigamonti, in attesa di sapere con certezza i progetti 2026 di Guido Guerrini e Artur Prusak, campioni del mondo in carica che gareggiano con i colori di San Marino.

Guido Guerrini conclude la Dakar

Dopo uno straordinario 2025 sportivo, Guido Guerrini, pilota e copilota con licenza sammarinese FAMS, ha portato a termine la sua prima Dakar. Il risultato sportivo non lascerà il segno negli annuari della gara, ma essere riuscito a concludere il rally ha un valore importante sia come esperienza per il futuro sia come arricchimento personale. Insieme al pilota Lorenzo Delladio su Porsche 959 Dakar Evo, Guerrini ha raccolto un ottantaduesimo posto, quarantesimo di categoria, rischiando in più di un’occasione di compromettere la gara.

Il battesimo con le piste in pietra non è stato dei migliori, con guai meccanici già dalla prima tappa. Complessivamente, nella prima settimana di gara, la Porsche 959 Dakar Evo non ha potuto esprimersi al meglio, mentre i meccanici ogni notte cercavano di rimediare ai problemi della giornata. Una volta raggiunto il giusto equilibrio, è avvenuto l’incidente sulla duna nella tappona successiva alla giornata di riposo. Da quel momento, i guai fisici hanno condizionato Delladio e Guerrini, che si sono ritrovati vicini al ritiro nelle lunghe 29 ore nel deserto, indispensabili per portare in fondo la settima tappa.

Una storia a parte merita il progetto sul quale Lorenzo Delladio, titolare de “La Sportiva” e Presidente di Confindustria Trento, ha coinvolto Guerrini. Attraverso la collaborazione con Sikkens Motorsport è stata allestita una Porsche 959 Dakar Evo del tutto simile a quella che ottenne i primi due posti alla Dakar 1986 con Metge e Ickx, con l’intento di portare nuova gloria alla casa di Stoccarda nella categoria Classic. Il percorso è appena iniziato e i prossimi mesi diranno se ci sarà un seguito ancora alla Dakar oppure su altre vetrine internazionali. L’auto è stata senza ombra di dubbio una delle più seguite e fotografate della Dakar 2026.

Nella conferenza stampa di fine gara presso il bivacco di Yanbú, Guido Guerrini ha ringraziato Lorenzo Delladio per averlo scelto in questa avventura e, allo stesso tempo, ha fatto un plauso a tutti i meccanici di Sikkens Motorsport e di R-Team, per aver reso possibile la realizzazione di un sogno. Una menzione particolare è stata inoltre rivolta a Franco e Mauro, preziosi amici di Lorenzo, che hanno aiutato nella logistica e collaborato attivamente, e un ringraziamento al personale medico della Dakar, che ha rimesso in piedi l’equipaggi permttendogli di continuare il rally.

“La soddisfazione di aver finito la gara è pari a quella di aver vissuto un’esperienza di vita straordinari”, ha dichiarato Guerrini. “Ho sempre detto che avrei vissuto la Dakar come un viaggio più che un evento sportivo e in effetti così è stato, nello scoprire attorno a noi persone e paesaggi straordinari. Sapevo che sarebbe stata dura, ma affrontandola realmente ho compreso di aver sottostimato la cosa, con ritmi infernali, poche ore per il riposo e danni quotidiani all’auto costretta ad affrontare percorsi terribili sia in prova che in trasferimento. Penso che avrò bisogno di alcuni giorni per metabolizzare questa esperienza destinata a cambiare molto il mio modo di vedere il motorsport.”

Delladio e Guerrini rientreranno in Italia domenica 18 sera e, nelle prossime settimane, renderanno noti una serie di eventi pubblici finalizzati alla valorizzazione di questa esperienza.

Guido Guerrini in gara alla Dakar 2026

La Porsche 959 di Delladio e Guerrini

La Porsche 959 di Delladio e Guerrini

Non è bastata la vittoria nella Bridgestone Fia Ecorally Cup, nell’E-Rallye di Monte Carlo e nell’Iberian Eco Rally Challenge: il pilota di Sansepolcro con licenza sammarinese Guido Guerrini inizia subito con il botto l’annata sportiva scendendo in gara in Arabia Saudita per l’edizione 2026 della Dakar. Per l’occasione tornerà a fare il copilota e salirà a bordo di un’auto eccezionale, una evoluzione della Porsche 959 che nel 1986 conquistò i primi due gradini del podio di quella che all’epoca era la Parigi-Dakar con i piloti René Metge e Jacky Ickx.

L’auto è stata preparata da Robert Sikkens Motorsport e ha visto Lorenzo Delladio titolare de “La Sportiva” e Presidente di Confindustria Trento, oltre ad altri industriali trentini ed altoatesini, sostenere economicamente il progetto che riporterà al centro delle cronache sportive un’automobile che ha fatto la storia di questa disciplina. Un motore 3600 cc da 340 cavalli, quattro ruote motrici e doppio ammortizzatore per ogni singola ruota. Grazie al telaio in carbonio il peso complessivo è di appena 1400 chilogrammi incluse due ruote di scorta. Realizzata in cinque esemplari dei quali due presenti alla Dakar categoria Classic, che vede 95 veicoli al via: si tratta della numero 781 con a bordo Lorenzo Delladio e Guido Guerrini e della 782 con Paolo Fellin e Werner Gramm.

“Dopo una vita passata tra le montagne, dopo mille progetti e tante cime raggiunte, sento il bisogno di un confronto diverso. La sabbia del deserto sarà la mia nuova parete, la macchina il mio nuovo compagno di cordata. Non per cambiare direzione ma per allargare l’orizzonte” sono alcune delle parole che il CEO de “La Sportiva” Lorenzo Dalladio ha utilizzato per descrivere la scommessa lungo le strade della Dakar che si svolgerà dal 3 al 17 gennaio in Arabia Saudita.

Un confronto, quello tra alpinismo e auto sportive, che si può ritrovare anche nei materiali innovativi come il carbonio o le mescole per realizzare pneumatici che, seppure in modo diverso, sono entrati a far parte di entrambi i mondi. A coniugare il tutto la passione per l’avventura che inizia dai materiali e dalle piccole cose che compongono gli strumenti dedicati a vivere emozioni. Se a Ziano di Fiemme sono nate calzature capaci di rivoluzionare l’alpinismo moderno, sempre in Trentino ha preso forma il progetto che ha visto nascere cinque Porsche 959 Dakar EVO con una storia speciale.

Ad assistere lungo le piste sabbiose e sassose della penisola arabica ci saranno proprio Sikkens Motorsport e i veterani di questo tipo di competizioni R-Team. Delladio si è affidato a coloro che conoscono meglio il veicolo e allo stesso tempo alla squadra che da anni affianca i concorrenti italiani in questa difficile avventura chiamata Dakar Classic.

Essendo Lorenzo Delladio un pilota proveniente dalla velocità e con nel proprio palmares la vittoria al Rally di San Martino di Castrozza, oltre a numerosi piazzamenti e podi nei campionati nazionali italiani, è stato scelto un copilota con esperienza nelle gare di regolarità alla francese e con trascorsi nella navigazione nei deserti. Guido Guerrini affiancherà il pilota trentino, e per il toscano di nascita e sammarinese di adozione sportiva è la realizzazione di un sogno: la possibilità di coniugare finalmente i viaggi avventura nel deserto con la gara sportiva.

“Sono lieto di portare la mia esperienza al servizio di Lorenzo e farò tutto il necessario per provare anche a centrare un risultato sportivo soddisfacente e che dia ulteriore prestigio a questa entusiasmante scommessa” racconta Guerrini alla vigilia della partenza per l’Arabia Saudita.

Gli equipaggi arriveranno in terra saudita lunedì 29 dicembre per poi essere impegnati nelle verifiche tecniche e amministrative oltre ai test pre-gara. Il 3 gennaio si svolgerà il prologo mentre dal 4 al 17 gennaio le tredici tappe che metteranno a dura prova mezzi e concorrenti.