Team 1: Pechino-Hunchun
Nella giornata che ricorda il decimo anniversario del nostro ingresso in Cina con la Fiat Marea a gpl nel viaggio che ci portò alle Olimpiadi del 2008, avviene l’impegnativa e poco piacevole sveglia alle 4.45.

Tutto ciò per avere il tempo necessario di raggiungere in taxi la stazione ferroviaria centrale da dove parte l’unico treno giornaliero con destinazione Hunchun. Abbandonare il confortevole letto del Mercure Hotel per andare a fare file lunghissime, pure di domenica, nella affollata stazione di Pechino non è affatto un buon inizio di giornata. Curioso che questo treno che porta essenzialmente ad un posto di confine russo e un altro nordcoreano sia strapieno di gente. Naturalmente non si tratta di gite domenicali fuori porta, ma persone che con ogni probabilità prenderanno altre coincidenze per raggiungere città della lontana Manciuria.
Questa galoppata ferroviaria di circa dieci ore è necessaria per fare in modo che domani mattina Guido riesca a rientrare in Russia, impossessarsi della Hilux e riprendere a macinare chilometri verso quella che è la nuova avvincente destinazione: la Mongolia. Attraversare le verdi valli e i deserti di questo Paese da est ad ovest non è affatto facile vista la condizione delle strade e la mancanza di stazioni di rifornimento se non nella zona della capitale Ulan Bator. La nuova scommessa è riuscire a tagliare la Mongolia da parte a parte appoggiandosi al solo rifornimento di gasolio della capitale. L’uso del metano per aumentare l’autonomia del veicolo ci consentirà di percorrere un distanza impossibile per le normali auto monocarburante senza bisogno di portarsi con noi taniche di scorta.
Dopo circa dieci ore di viaggio Guido è arrivato ad Hunchun ripetendo nelle ultime due ore di viaggio l’interessante osservazione dal finestrino del fiume che divide la Cina e la Corea del Nord.
Se lunedì scorso questo arrivo fu contraddistinto da temperature altissime, stavolta piove e fa addirittura leggermente freddo.
Un economico taxi locale permette il raggiungimento dello stesso hotel dal nome impronunciabile (forse “Sgiu Tsia”) dove assieme a Mr.Wang avvenne il soggiorno nella prima notte cinese. Le scritte in russo, che accompagnano il cinese in questa città di confine, aiutano Guido nel trovare un luogo per mangiare. La temperatura si è molto abbassata rispetto ai giorni precedenti e questo favorisce una piacevole passeggiata per digerire l’ultima cena cinese e allo stesso tempo conciliare il sonno visto che anche domani la sveglia sarà piuttosto mattiniera.
E intanto a Pechino…
Team 2: Pechino
Mentre Guido comincia il suo viaggio verso la Mongolia lungo la strada russa, Andrea e Claudia hanno la possibilità di godersi le meraviglie di Pechino per ancora due giorni prima di iniziare il loro viaggio di ricongiungimento con Guido. I due membri della spedizione Torino-Pechino raggiungeranno la Mongolia con autobus e treni per poi aspettare il capospedizione nei pressi del confine con la Russia.
La giornata pechinese trascorre piacevolmente tra i sentieri del complesso imperiale del Palazzo d’Estate, dove gli imperatori solevano rifugiarsi durante i mesi più caldi per sfuggire all’afa della Città Proibita. Anche Andrea e Claudia, seguendo l’esempio degli illustri abitanti della città imperiale, si dedicano alla scoperta del parco e delle sue bellezze architettoniche e paesaggistiche, senza però riuscire a vincere l’implacabile calura pechinese. Al ritorno, un nuovo incontro con Mr Wang dedicato alla pianificazione degli spostamenti verso la Mongolia. Purtroppo, i treni diretti a Erenhot, l’ultima città cinese sul confine mongolo sono già pieni per i prossimi tre giorni, per cui opteranno per un lungo spostamento in autobus.
Come è cambiato il mondo in dieci anni?
– L’espansione della rete ferroviaria di alta velocità seguo lo stesso ritmo di quella stradale. I “treni veloci” cinesi raggiungono ormai qualsiasi angolo della Cina essendo capaci di coprire 1500 km in meno di dieci ore e garantendo comunque un numero elevato di fermate. Rispetto all’esperienza italiana possiamo costatare anche un prezzo del biglietto molto più basso e alla portata della gente.
Equipaggio del giorno:
Team 1: Guido Guerrini
Team 2: Andrea Gnaldi, Claudia Giorgio, Mr.Wang II
Anche noi, armati di buone intenzioni, ci incamminiamo di buon’ora dal nostro albergo per tentare quello che già dieci anni fa non ci era riuscito. Purtroppo, anche questa volta, per una erronea informazione sugli orari di apertura e chiusura, manchiamo di pochi minuti l’agognato obiettivo, e dinnanzi a noi ritroviamo l’invalicabile cancellata metallica e umana, che nonostante le nostre suppliche, ci nega perentoriamente l’accesso al Mausoleo. Non resta che accontentarci di una foto ricordo davanti la Porta Celeste e ripiegare sulla Città Proibita e il vicino Parco Beihai, località molto suggestiva attorno ai laghi Houhai, dove ci concediamo una bella passeggiata fra salici piangenti e acque solcate da imbarcazioni curiose a forma di papere gialle e ricoperte da fiori di loto. Il parco Beihai, fra l’altro, sorge sul sito dove un tempo si ergeva il palazzo di Kublai Khan, il noto imperatore presso la cui corte soggiornò Marco Polo. Proviamo ad immaginarci il giovane mercante veneziano passeggiare nel cortile di questo palazzo.
Qualche ora di relax nel comodo albergo e poi arriva il momento di vivere l’ultima serata assieme in giro per Pechino. Su sapiente suggerimento di Mr.Wang, sempre molto pronto a risolvere i problemi attorno alle questioni legate al cibo, raggiungiamo non lontano dal nostro albergo il ristorante Hua’s, specializzato nella preparazione dell’Anatra alla Pechinese. All’ingresso del locale c’è una interessante galleria di personaggi importanti che hanno desinato in questo luogo. Nella sezione dedicata ai politici, tra Re, Presidenti o Primi Ministri, non poteva mancare una figura italiana. Tra tutti coloro che potevamo aspettarci di trovare, non ci aspettavamo certo l’onore di poter mangiare nello stesso locale dove si è seduta qualche anno prima Agnese Renzi. Per il resto il cibo era buono e la spesa contenuta, entrambi aspetti positivi per l’ultima cena in compagnia di tutta la delegazione cinese della Torino-Pechino. Il brindisi di buon auspicio è rivolto alla speranza di incontrarci tra circa una settimana ad est di Ulan Bator.
Il passaporto fermo dai diplomatici mongoli impedisce di far partire una eventuale richiesta di visto russo da parte di Andrea e Claudia. Ci sarà tempo fino a lunedì per valutare la strategia e come e se affrontare l’eventuale richiesta di visto per la Russia.
Pausa pranzo molto occidentale visto che per velocizzare i tempi dell’ennesima impegnativa giornata testiamo, senza grandi soddisfazioni, il Mc Donald’s cinese a due passi dal nostro albergo.























