7 ottobre 2018, Ludza-Cracovia (km 447 – tot. 33.116)
Se ci fossero dubbi relativamente a dove siamo e che giorno della settimana sia oggi, bastano pochi chilometri di strada per chiarire la cosa. La domenica in Polonia è giorno di messa. In ogni città che attraversiamo, piccola o grande, tutte le auto si accentrano nei parcheggi e nelle strade vicino alle chiese. Questo favorisce la facile circolazione del nostro Toyota Hilux che si trova bruscamente a rallentare solo nei pressi delle chiese. Anche gli infiniti cantieri della S8 che collega Varsavia ai confini orientali sono insolitamente privi di traffico. Queste deviazioni stradali ci opprimono da ormai diversi anni e l’ingrandimento della pur ottima strada sembra non terminare mai. Approfittiamo dello scarso traffico di Varsavia per una passeggiata nel centro della città. Parcheggiamo l’auto nei pressi del celebre Palazzo della Cultura, un grande edificio in stile sovietico-staliniano che ricorda i palazzoni di Mosca chiamati “sette sorelle”. Questa ottava sorella è al centro di un dibattito tra coloro che la vorrebbero abbattere e quelli che sostengono che ormai faccia parte dello skyline di Varsavia. Nel frattempo tutto attorno sorgono come funghi altri grattacieli con stili
architettonici decisamente più moderni. Riprendiamo il cammino verso la Polonia meridionale tradendo la consueta strada che porta verso Katowice e Czestochova. Decidiamo di raggiungere Cracovia dove ci aspettano gli amici Lukas e Artur, pluripartecipanti a numerosi ecorally in giro per l’Europa. La strada è comunque buona e permette di viaggiare con una certa andatura. Nei pressi della bella città, capoluogo del voivodato di Piccola Polonia, riforniamo anche di gasolio a prezzi molto convenienti. Alle 17 in punto siamo alla stazione di metano situata alla periferia ovest della città dove ci incontriamo con Lukas e Artur. Fotografie di rito durante il rifornimento di gas naturale. Se andassimo diretti fino a Torino, oppure in Toscana, con questi ultimi due pieni avremmo un’autonomia sufficiente a raggiungere le destinazioni finali. Ci trasferiamo a casa di Lukas e finalmente ho l’onore di conoscere la storia della famiglia Nytko e del Nytko Racing
Team, con il quale abbiamo gareggiato più volte in numerosi eventi sportivi ecologici. La famiglia Nytko vive a cavallo tra Polonia e Canada e nei primi anni del XX secolo aprì una delle prime officine automobilistiche della Polonia. A seguire anche una stazione di rifornimento. La vita di tre generazioni di Nytko è stata dedicata anche all’automobilismo sportivo, vantando numerosi successi in gare nazionali e mondiali. Tra i clienti dell’officina negli anni ‘60, c’era anche un tale Karol Wojtila, all’epoca Cardinale di Cracovia. Alcune ricevute dei lavori di riparazione fatte al futuro Pontefice sono conservate gelosamente dalla famiglia Nytko. Dopo aver cenato con un’ottima grigliata di carne cucinata in giardino, ci spostiamo nel centro cittadino per una piacevole passeggiata con un clima ancora di fine estate. Non mancano, nonostante l’ottobre inoltrato, schiere di turisti che affollano la bellissima Piazza del Mercato. Oltre al curato centro cittadino, Patrimonio Unesco, visitiamo parte della cintura verde che circonda il centro storico della città. Veniamo invitati a restare a Cracovia per la notte. Accettiamo, ma questo comporterà una levataccia domani mattina visto che i chilometri da percorrere per raggiungere il confine italiano dal quale abbiamo scelto di rientrare in Patria sono ancora davvero molti. L’equipaggio della Torino-Pechino ha l’onore di pernottare nella bella e confortevole casa Nytko e si riserva di scrivere un’ottima recensione su Trip Advisor.
Equipaggio del giorno: Guido Guerrini, Bruno Cinghiale, Lukas Nytko, Artur Najder
L’eccezionale colazione del Biplan, nella rinnovata sala a disposizione degli ospiti, sembra far cominciare bene la giornata dell’equipaggio della Torino-Pechino. Anche il meteo promette sole e temperature sopra i quindici gradi, cosa che mancava da diversi giorni e quindi abbiamo un’ottima luce per fare le foto all’auto assieme alla collezione di cannoni presenti nel parcheggio dell’albergo. Oggi in Lettonia ci sono le elezioni per il rinnovo del parlamento nazionale. Un quadro molto frammentato vede il partito filorusso Armonia guidare i sondaggi elettorali. La sensazione è rafforzata dalle file davanti ai seggi elettorali di Daugavplils, che essendo abitata in prevalenza da russi vedrà sicuramente conferire ad Armonia una elevata percentuale. Con questo scenario lasciamo la città dopo aver fotografato l’enorme soldato che, guardando verso ovest, difende la città dai nemici germanici. Ad accompagnarci, ironia della sorte, anche la musica di Radio Alisa Plus che trasmette solo in lingua russa. Meno di trenta chilometri e si passa in Lituania dove il paesaggio continua ad essere caratterizzato dai molti laghetti attorno alla strada. Deviamo verso Vilnius dove dobbiamo obbligatoriamente sostare per il rifornimento di
metano. Raggiunto uno dei tre luoghi dove si può fare rifornimento di gas naturale in Lituania, ci accorgiamo di qualcosa di anomalo alla gomma posteriore sinistra, la stessa riparata dopo la foratura in Mongolia circa 12.000 chilometri fa. Concluso il rifornimento proviamo a riportare la pressione della ruota al livello di esercizio e questo ci conferma che c’è una perdita di aria consistente. Su suggerimento del gasista raggiungiamo un gommista aperto di sabato pomeriggio che possa risolvere il problema. Purtroppo ci sarà da aspettare molto visto che non siamo gli unici clienti. Alla fine passiamo il tempo passeggiando in città e dopo circa quattro ore siamo in grado di riprendere il viaggio nella massima sicurezza e con 25 euro di meno. La riparazione fatta dopo la Mongolia è stata rimossa e sostituita con una nuova e, forse, più efficace. Il traffico del sabato pomeriggio della capitale lituana ci accompagna lentamente verso l’uscita occidentale della città ed una volta evitato il bivio per la Bielorussia siamo lanciati in direzione Varsavia, che sarebbe stato l’obiettivo di giornata. Al confine la polizia lituana decide di approfondire la conoscenza con la nostra Toyota Hilux e così veniamo fermati per circa dieci minuti. Crediamo che i tutori dell’ordine abbiano avuto più curiosità di vedere da vicino il veicolo che l’intenzione di un vero e proprio controllo. Pochi minuti dopo avviene l’ingresso in Polonia; tornati dopo tre mesi e mezzo al fuso orario italiano, calano le tenebre. Viaggiare nei boschi polacchi risulta difficile e qualsiasi velleità di raggiungere almeno Varsavia viene soffocata dal realismo. Sosta per la notte a Ludza, importante crocevia tra le strade che conducono dall’Europa verso i Baltici o la Bielorussia. L’economico motel Zaicisze e il vicino ristorante sull’altro lato della strada allietano le ultime ore prima del meritato riposo. Per il secondo giorno consecutivo ceniamo in un locale dove avevamo pranzato durante il viaggio di andata.







