Se la vittoria sportiva è stata appena sfiorata, quella mediatica è sicuramente arrivata all’Ecorally di Lituania. Aiutata dal numero 1 che i campioni del mondo in carica Guido Guerrini e Artur Prusak si portano dietro, Lancia Ypsilon elettrica da 280 cavalli ha avuto una vetrina mondiale di tutto rispetto nella tre giorni tra Kaunas e Vilnius.
La gara baltica, all’esordio nel calendario iridato, è stata decisamente avvincente e si è svolta su percorsi inediti per questa disciplina sportiva. Poco asfalto, molto sterrato e terra battuta che durante il primo giorno, con forte pioggia, ha saputo trasmettere intense emozioni con frequenti cambi di leader della classifica.
Guerrini e Prusak hanno portato Lancia a vincere sei prove speciali alternandosi con altri cinque equipaggi alla guida della classifica. A tre “speciali” dalla fine quattro auto erano chiuse in appena tre secondi. Non è bastato agli alfieri di San Marino vincere tutte e tre le ultime speciali e si sono dovuti inchinare ai cechi Žďárský e Nábělek per appena 2 decimi di secondo dopo quasi 700 chilometri e circa 350 rilevamenti cronometrici.
Sul piano dell’efficienza, era chiaro che un’automobile fortemente sportiva avrebbe pagato un maggior consumo energetico, soprattutto in una gara del genere, e non ha sorpreso che Lancia non potesse brillare in questa speciale classifica. Il secondo posto della regolarità combinato all’undicesimo nei consumi ha portato Guerrini e Prusak a rimanere ai piedi del podio per un solo secondo o per meno di un 1% di energia. Completa la doppietta ceca il secondo posto di Bydžovský-Timura e salgono sul podio davanti a Gass Racing i portoghesi Silva-Ramalho.
I primi otto storici punti di Lancia permettono alla casa italiana di entrare nella classifica costruttori e portarsi già al sesto posto, mentre Guerrini e Prusak consolidano il proprio terzo posto avvicinandosi agli spagnoli Aicart-Herrera.
Nella conferenza di fine gara svoltasi presso piazza Daukanto, proprio davanti al palazzo presidenziale lituano, il pilota con licenza sammarinese ha raccontato di non essere rammaricato per la prestigiosa vittoria sfiorata, ma piuttosto di essere felice per il debutto con Lancia: “Dobbiamo ancora affinare molte cose ma essere già nella parte alta della classifica è una bella soddisfazione”, ha detto. “Sui consumi lavoriamo e continueremo a lavorare ma senza perdere la competitività che l’assetto sportivo di Ypsilon ci consente di avere. Per una volta sono ben lieto di sacrificare l’efficienza per poter spendere potenza”.
Per il copilota Artur Prusak la gara è stata difficile e incredibilmente bella: “Un’ottima organizzazione per una gara al debutto e tanto impegno da parte nostra per onorare gli amici lituani. La lotta fino all’ultimo decimo ha dimostrato che siamo competitivi nella regolarità e certamente un’auto performante come Lancia Ypsilon è stata di grande aiuto”.
Il circus della FIA Ecorally Cup non lascia il Baltico. Tra appena quattro giorni ci sarà il rally di Lettonia, con base nella capitale Riga, valido come sesta prova di un campionato sempre più interessante.

L’eccezionale colazione del Biplan, nella rinnovata sala a disposizione degli ospiti, sembra far cominciare bene la giornata dell’equipaggio della Torino-Pechino. Anche il meteo promette sole e temperature sopra i quindici gradi, cosa che mancava da diversi giorni e quindi abbiamo un’ottima luce per fare le foto all’auto assieme alla collezione di cannoni presenti nel parcheggio dell’albergo. Oggi in Lettonia ci sono le elezioni per il rinnovo del parlamento nazionale. Un quadro molto frammentato vede il partito filorusso Armonia guidare i sondaggi elettorali. La sensazione è rafforzata dalle file davanti ai seggi elettorali di Daugavplils, che essendo abitata in prevalenza da russi vedrà sicuramente conferire ad Armonia una elevata percentuale. Con questo scenario lasciamo la città dopo aver fotografato l’enorme soldato che, guardando verso ovest, difende la città dai nemici germanici. Ad accompagnarci, ironia della sorte, anche la musica di Radio Alisa Plus che trasmette solo in lingua russa. Meno di trenta chilometri e si passa in Lituania dove il paesaggio continua ad essere caratterizzato dai molti laghetti attorno alla strada. Deviamo verso Vilnius dove dobbiamo obbligatoriamente sostare per il rifornimento di
metano. Raggiunto uno dei tre luoghi dove si può fare rifornimento di gas naturale in Lituania, ci accorgiamo di qualcosa di anomalo alla gomma posteriore sinistra, la stessa riparata dopo la foratura in Mongolia circa 12.000 chilometri fa. Concluso il rifornimento proviamo a riportare la pressione della ruota al livello di esercizio e questo ci conferma che c’è una perdita di aria consistente. Su suggerimento del gasista raggiungiamo un gommista aperto di sabato pomeriggio che possa risolvere il problema. Purtroppo ci sarà da aspettare molto visto che non siamo gli unici clienti. Alla fine passiamo il tempo passeggiando in città e dopo circa quattro ore siamo in grado di riprendere il viaggio nella massima sicurezza e con 25 euro di meno. La riparazione fatta dopo la Mongolia è stata rimossa e sostituita con una nuova e, forse, più efficace. Il traffico del sabato pomeriggio della capitale lituana ci accompagna lentamente verso l’uscita occidentale della città ed una volta evitato il bivio per la Bielorussia siamo lanciati in direzione Varsavia, che sarebbe stato l’obiettivo di giornata. Al confine la polizia lituana decide di approfondire la conoscenza con la nostra Toyota Hilux e così veniamo fermati per circa dieci minuti. Crediamo che i tutori dell’ordine abbiano avuto più curiosità di vedere da vicino il veicolo che l’intenzione di un vero e proprio controllo. Pochi minuti dopo avviene l’ingresso in Polonia; tornati dopo tre mesi e mezzo al fuso orario italiano, calano le tenebre. Viaggiare nei boschi polacchi risulta difficile e qualsiasi velleità di raggiungere almeno Varsavia viene soffocata dal realismo. Sosta per la notte a Ludza, importante crocevia tra le strade che conducono dall’Europa verso i Baltici o la Bielorussia. L’economico motel Zaicisze e il vicino ristorante sull’altro lato della strada allietano le ultime ore prima del meritato riposo. Per il secondo giorno consecutivo ceniamo in un locale dove avevamo pranzato durante il viaggio di andata.







