Ancora una volta il pilota toscano Guido Guerrini, in gara con i colori del team altoatesino Autotest Motosport assieme al copilota Artur Prusak, sarà l’unico italiano a prendere il via ad una gara valevole per il mondiale FIA di categoria. Una partecipazione possibile anche grazie al sostegno di due territori, Alto Adige e Valtiberina toscana, che credono nel progetto dedicato alle gare ecologiche e permettono alla Kia e-Niro messa a disposizione da K-Motor di tenere aperto un campionato che al momento vede Guerrini e Prusak in terza posizione dietro agli spagnoli Conde-Sergnese e ai cechi Žďárský-Nábělek. Il team italiano è finora sempre andato in zona punti ed è reduce da due podi consecutivi in terra ceca e portoghese. Manca ancora il gradino più alto e sicuramente la difficile gara nel paese ex jugoslavo sarà una ghiotta occasione nonostante una forte concorrenza ai nastri di partenza.
Sarà inedito il percorso che caratterizzerà il quinto Mahle Eco Rally. Partenza e arrivo sempre a Nova Gorica come nelle passate edizioni, ma gli oltre 400 chilometri di gara, di cui 210 distribuiti in 11 prove speciali, vedranno i circa 30 equipaggi raggiungere la capitale Lubiana dove la carovana si fermerà venerdì sera. Tra i favoriti del Mahle Eco Rally c’è sicuramente la coppia di casa Špacapan-Kobal, vincitrice della scorsa edizione, oltre ai già citati Conde-Sergnese e Žďárský-Nábělek, i francesi Malga-Bonnel, i bulgari Dedikov-Dedikova e i baschi Sergnese-Bermudez. Ad eccezione di questi ultimi, ancora una volta tutti i principali concorrenti gareggeranno a bordo delle sudcoreane Kia o Hyundai, le uniche auto in grado di eccellere nella classifica dei consumi.
Sempre a Nova Gorica debutterà la modifica regolamentare che costringerà i concorrenti a non dedicarsi solo alla classifica della regolarità o a quella dei consumi. Se non ci si classifica nelle prime dieci posizioni in entrambe le discipline si avrà una decurtazione del 50% dei punti raccolti, destino quasi inevitabile per coloro che non saranno a bordo di una Kia o di una Hyundai o per gli equipaggi che commetteranno errori di navigazione.
Il campionato sarà ancora lungo e da disputare, oltre alla gara in Slovenia del prossimo fine settimana, ci saranno il rally dei Paesi Baschi, quello prestigioso di Monte Carlo e la gara di casa nelle Dolomiti, programmata per metà novembre.

il Danubio e raggiungere il confine ungherese. La nazione magiara diventa il venticinquesimo stato sovrano toccato dalla Torino-Pechino 2018. Pochi chilometri, ma ricchi di significato. Infatti ci fermiamo poco prima del confine austriaco lungo la strada che collega Sopron a St. Mararethen am Burgeland. Qui sorge un memoriale a ricordo di alcuni fatti avvenuti nel corso del 1989. Naturalmente anche da qui passava la cortina di ferro che divideva l’Europa occidentale da quella orientale. Nell’ottica delle riforme in atto in Ungheria a fine anni ‘80, la classe politica magiara decise di alleggerire la sorveglianza ed i dispositivi di sicurezza lungo il confine occidentale. Nel giugno dell’89 i due ministri degli esteri, l’ungherese Horn e l’austriaco Mock, tagliarono assieme una parte della recinzione che separava le due nazioni. Circa due mesi dopo, il 19 agosto, fu organizzato un pic-nic a cavallo della linea di confine. Fu permesso per tre ore di muoversi liberamente da entrambe le parti. Oltre ai cittadini austriaci ed ungheresi, si presentarono a sorpresa, qualche centinaio di turisti tedesco orientali che erano in vacanza sul lago Balaton. I soldati ungheresi non presero provvedimenti e cominciò la prima fuga di massa verso la Germania Ovest. Questo contribui ai fatti che portarono nel successivo novembre alla caduta del Muro di Berlino. Oggi una serie di monumenti ricordano quel curioso pic-nic. Anche la vecchia cortina è stata ricostruita fedelmente per un breve tratto di pochi metri. Davvero bella la lunga pista ciclabile costruita al posto della strada militare che serviva per pattugliare la frontiera. Una scritta in più lingue afferma che quel giorno, qui, è nata l’Europa. A meno di venti metri, nella vecchia postazione di confine, sono tornati i doganieri austriaci che fanno controlli ad alcune delle auto che dovrebbero circolare liberamente all’interno dell’area Schengen. Il ripristino dei parziali controlli sul confine stona molto con il significato di questo luogo.
di letame in energia. Questo interessante programma ci costringerà a varcare il confine italiano nei pressi di Prato alla Drava, nell’alta Val Pusteria, rompendo la storica tradizione del passaggio dalla cittadina friulana di Gonars. Falliamo il rifornimento al metano di Villach a causa di un guasto all’erogatore della stazione di rifornimento. Poco male, visto che il metano caricato a Cracovia sta regalando grosse soddisfazioni in tema di consumi e ci permetterà di raggiungere l’Italia senza problemi. Ancora cinquanta chilometri e troviamo alloggio in una Gasthof situata in una frazione di Spittal am der Drau. Nonostante il fatto che siamo gli unici clienti e nonostante il lunedì la cucina del ristorante sia chiusa, la signora che gestisce l’attività fa uno strappo alla regola e ci somministra dell’ottimo Wiener Snitzel con patate e l’immancabile birra. In questa atmosfera andiamo a dormire più presto del solito.

