1° luglio 2018, Kazan (km 0) – Tot. 5.312
In un Paese dove le sicurezze sociali legate al lavoro sono quasi scomparse dopo il collasso dell’Unione Sovietica, non deve affatto stupire che un’officina ci chiami di domenica mattina per valutare l’avanzamento dei lavori di recupero del nostro veicolo. Di fatto il paraurti è stato completamente ricostruito grazie al puzzle dei vecchi pezzi recuperati dopo l’incidente lettone con l’aggiunta delle parti mancanti che ignoriamo da dove e come possano essere arrivate in officina. Manca solamente la completa riverniciatura per poter recuperare il mezzo. Di fatto sarà pronto lunedì tardo pomeriggio e questo ci permette di rispettare tutti gli impegni concordati in precedenza sia con il Comune di Kazan che con gli amici del ristorante Basilico.
La domenica mattina, oltre che essere la giornata in cui le officine ti possono contattare, è anche il giorno dedicato ad un luogo assai interessante di Kazan, ma del tutto sconosciuto ai turisti. Non lontano dal porto fluviale sul Volga, in un vecchio parco con al centro un mosaico dedicato a Lenin, si svolge la domenica mattina un mercatino delle cose vecchie dove è possibile trovare oggettistica risalente anche ai tempi dello zar, qualsiasi tipo di cosa di epoca sovietica e perfino cimeli di guerra nazisti. Frugando nelle infinite bancarelle non sfugge ai nostri occhi un interessante libro di ricette italiane, ma scritte in russo, a firma di Marcello Mastroianni e Sofia Loren. Immancabili i vinili di Pupo, Ricchi e Poveri, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Riccardo Fogli, Al Bano e Romina, tutti con copertina ed elenco delle canzoni in caratteri cirillici. I prezzi sono molto più bassi di quelli dei mercatini simili presenti a Mosca.
Esattamente come se fossimo in Italia, alle 17 il Paese si ferma. Si giocano gli ottavi di finale del Campionato del Mondo di Calcio e allo Stadio Luzhniki di Mosca è il giorno di Russia-Spagna, apparentemente un match dal pronostico scontato. Infatti poco dopo il decimo minuto un goffo autogol porta in vantaggio la Spagna. Gli iberici dominano la partita arrivando a sfiorare un possesso palla dell’80%. Peccato per loro che una ingenuità difensiva regali alla Russia il calcio di rigore che riporta in parità la partita. Da qui in poi è un assedio nella metà campo russa. Due linee di cinque giocatori ciascuna riescono ad impedire alla Spagna di essere pericolosa. La storica tattica di arretrare e contrattaccare, strategia che ha visto Napoleone ed Hitler soccombere, funziona almeno oggi. L’ultimo baluardo, una sorta di “Stalingrado”, è il portiere russo che para tutto compresi due rigori della lotteria di fine partita. La Russia è ai quarti di finale e il 7 luglio, con un fuso orario di due ore più ad est, saremo costretti a seguire in serata molto tarda la sfida tra russi e croati. La festa intanto coinvolge l’intera Kazan e le riserve di birra di cui dispone la città sembrano non finire.
Equipaggio di giornata: Guido Guerrini, Sergio Guerrini, Olga Guerrini, Bruno Cinghiale
Nel nuovo appuntamento con la rubrica “L’Italia ai mondiali siamo noi”, parliamo oggi di Leonardo Trappoloni, nostro concittadino di Sansepolcro che incontriamo ogni volta che passiamo da Mosca.
Come sei arrivato in Russia?
Sono arrivato in Russia perché mi ero fidanzato con una ragazza russa. In questo paese ho avuto la possibilità di mettere a frutto l’esperienza che avevo maturato in Italia dopo aver frequentato il corso da pizzaiolo e aver lavorato in pizzeria per alcuni anni. A partire dal 2014, ho avuto modo di lavorare a Mosca come chef pizzaiolo, inizialmente al ristorante “Giotto” di Mytishi e oggi al “Bro&N”, a Patriarshie Prudy. Inoltre dirigo la filiale di Mosca della scuola nazionale maestri pizzaioli.
Che rapporto hanno i russi con la cucina italiana?
I russi adorano il cibo italiano in generale e la pizza in particolare. C’è da dire che la vera cucina italiana è abbastanza di nicchia, è soprattutto per persone che capiscono le differenze di gusto, soprattutto per quelli che sono stati in Italia ed hanno potuto rendersi conto meglio di tutti i particolari.
Di regola i russi amano piatti particolarmente speziati e saporiti, e per esempio non tutti amano la pasta, ma moltissimi vanno pazzi per il minestrone! Credo gli si addica molto soprattutto la nostra cucina casereccia.
Una cosa positiva e una negativa di Mosca?
La cosa positiva di Mosca è che offre enormi possibilità ad ogni livello. La cosa negativa di questa città, invece, è che il costo della vita è in linea generale molto alto, se lo mettiamo in proporzione con gli stipendi medi.
Dove vedi il tuo futuro, in Russia o in Italia?
Ad essere onesto non lo vedo né in Russia né in Italia. Da noi per la situazione politico-economica, qui perché sono un po’ stufo della burocrazia e delle condizioni di lavoro; peraltro, con il cambio sfavorevole, anche uno stipendio buono si trasforma in spiccioli, se cambiato in euro.
Il sabato non porta alcuna notizia sulla salute della nostra auto. Decidiamo di dedicarci allo “shopping immobiliare” andando ad esplorare lo sconosciuto mondo delle relative agenzie di Kazan. Non lontano dal quartiere dove abitiamo è in corso una grande riconversione urbanistica. Al posto di una caserma militare e di molti palazzoni di epoca sovietica a cinque o nove piani stanno sorgendo dei nuovi palazzi apparentemente molto più piacevoli e funzionali di quelli precedenti. Per Guido è l’occasione anche per valutare l’acquisto della nuova casa per la famiglia italo-russa che si sta allargando. Abbiamo la consapevolezza che i mondiali di calcio si portano dietro una bolla immobiliare che è destinata ad abbassare i prezzi delle case nei prossimi mesi. Tenendo conto di tutto questo partecipiamo ad una cosiddetta “ekskursia” all’interno dei palazzi in costruzione per avere le idee più chiare. Tutto si rivela interessante, soprattutto il fatto che, se si compra in contanti e istantaneamente un appartamento che sarà pronto tra due anni, si può avere fino al 20% di sconto.
Come sei arrivato in Russia?
ebbe un ruolo diretto nella guerra essendo a quasi mille chilometri dal fronte, ma le locali fabbriche che producevano elicotteri e aerei erano considerate dai tedeschi un importante obiettivo militare. Molti reperti originali dell’epoca sono visibili, assieme a contributi multimediali, presso il Museo della Grande guerra patriottica presente in alcune sale del Cremlino di Kazan e curiosamente ricco di visitatori con le maglie delle squadre di calcio impegnate in zona. L’ultima visita a tema è presso il cimitero di Arsk, non lontano dalla nostra casetta tartara in Via del Cosmonauti. Qui sono sepolti molti dei defunti durante la guerra o negli anni successivi. Tra questi ultimi spicca, soprattutto per numero di fiori presenti, la lapide di Vasilij Džugašvili, figlio di Stalin morto in disgrazia in questa città dove si trovava in esilio.
Si torna in città per affrontare la seconda grande incombenza del giorno, ovvero andare all’ufficio immigrazione per effettuare la nostra terza registrazione in Russia dopo quelle di Mosca e di Vladimir. La battaglia burocratica è lunga e complessa, ma riusciamo a venire a capo di tutto in circa due ore dedicate a timbri, fotocopie, moduli compilati in duplice copia a mano e registrazioni al posto di controllo ogni volta che entriamo o usciamo dall’ufficio. Tutto questo nonostante Guido abbia in loco una moglie e Sergio una nuora…


