San Marino, Imega-Boninsegni penalizzata da clamoroso errore dei cronometristi

Liverani vince l’EcoRally. Per Guerrini titolo mondiale ormai lontano, Calchetti comunque a un passo da quello riservato ai co-piloti

Due rilevamenti cronometrici palesemente errati spengono buona parte delle speranze della scuderia Imega-Boninsegni di Sansepolcro di vincere il Campionato del Mondo FIA per auto ad energia alternativa. Nella penultima prova del mondiale, l’EcoRally San Marino – Città del Vaticano, l’equipaggio di Sansepolcro si è visto infatti attribuire in due prove speciali tempi nettamente sbagliati che hanno fatto perdere a Guido Guerrini ed Emanuele Calchetti molte posizioni, fino a un deludente settimo posto: “È impensabile che in una gara decisiva per l’assegnazione di un titolo mondiale”, ha sottolineato Calchetti, “si possano fare sbagli così gravi che compromettono l’impegno di tutta una stagione. Ma ancor più grave”, ha aggiunto il navigatore toscano a proposito del ricorso respinto dal collegio dei giudici, “è il fatto che i giudici di gara non abbiano voluto sentire ragioni nonostante la fondatezza delle nostre rimostranze fosse oggettiva e addirittura sportivamente confermata perfino da tutti i nostri avversari”.
“Liverani-Strada hanno vinto meritatamente, disputando una gara straordinaria, e anche i forti Pezzi-Muccini ci avrebbero comunque battuto”, ha detto Guido Guerrini, “ma senza quegli errori di cronometraggio tra due settimane ci saremmo presentati in Serbia con gli stessi punti di Liverani, a giocarci il mondiale alla pari”. Al contrario, ora le sei lunghezze di vantaggio del forlivese potrebbero rendere vana perfino una eventuale vittoria di Guerrini a Belgrado: “Ce la giocheremo comunque fino in fondo”, ha detto ancora il pilota di Sansepolcro: “in queste gare, come abbiamo visto a nostre spese, può sempre succedere di tutto”.
La giornata storta dei cronometristi e dei giudici è stata confermata anche dalla squalifica del secondo equipaggio Imega, quello composto da Francesca Olivoni e Yulia Lutsyk su Gonow, poiché, incredibilmente, le due ragazze non sono state viste transitare ad un controllo orario pur essendo state regolarmente registrate a quello precedente, che si trovava trenta metri prima sulla stessa strada.
D’altra parte che la gara non si profilasse fortunata per gli equipaggi toscani lo si era capito fin dalle prime battute, quando un passaggio a livello chiuso per dodici minuti aveva costretto diversi team, tra cui, oltre ai due di Imega, anche la Peugeot 506 di Di Bella-Conte, l’Alfa Mito di Viganò-Fovana ed altri, a gravi penalità sui controlli orari successivi, suscitando proteste relativamente all’accuratezza della pianificazione del percorso. Proteste e polemiche che stanno proseguendo tuttora in infuocati e articolatissimi dibattiti su Facebook in cui la gran parte dei concorrenti e delle scuderie contestano in particolar modo il comportamento del direttore di gara Guido Novembrini, gli errori grossolani commessi e non ultima la pericolosità assunta dalla gara: l’imposizione di tempi eccessivamente stretti, infatti, ha snaturato l’EcoRally che, disputandosi su strade aperte al traffico e ispirandosi a concetti di mobilità sostenibile, dovrebbe avere tutt’altri ritmi e fondarsi sulla regolarità anziché sulla velocità.
Al team Imega-Boninsegni, al termine di un fine settimana decisamente negativo, resta la consolazione della leadership di Emanuele Calchetti nella classifica generale del mondiale co-piloti, che il 31enne guida saldamente con 16 punti di margine a una sola gara dal termine, e il secondo posto finale, come nel 2011, di Guerrini nel Campionato Italiano CSAI, di cui l’EcoRally era la prova conclusiva: ad aggiudicarsi il titolo è stato per il secondo anno consecutivo Massimo Liverani, mentre terzo si è classificato Vincenzo Di Bella e quarto Roberto Viganò. Tra i navigatori il titolo nazionale è andato ad Alessandro Talmelli davanti ad Alberto Conte.

“Via Stalingrado”, il racconto della Roma-Volgograd

Può un fuoristrada alimentato a combustibile alternativo sconfiggere il Generale Inverno che fermò prima Napoleone e poi Hitler? “Via Stalingrado” è il racconto dell’avventura che ha visto Emanuele Calchetti e Guido Guerrini attraversare nella stagione più difficile Moldavia, Transnistria, Ucraina e la steppa gelata russa per arrivare a Volgograd, la vecchia Stalingrado. Tra episodi grotteschi e ricette di cucina esotica, i due viaggiatori raccontano l’esperienza di pace e solidarietà costruita da alcuni nostri connazionali e approfondiscono vari spunti legati alle complesse dinamiche geopolitiche dell’Europa Orientale. Il libro è corredato di numerose foto dei luoghi che furono teatro dello scontro più cruento della seconda guerra mondiale e della drammatica ritirata dei soldati italiani, mandati a morire per colpa della stupidità degli uomini che amano dominarsi l’uno con l’altro.

“Via Stalingrado – Un viaggio tra neve, pel’meni e ricordi di guerra”, edito da Petruzzi.

Acquistabile a SANSEPOLCRO presso:
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E presto anche in altre città.

Inverno 2011, la Roma-Volgograd

Tra i principali viaggi organizzati dall’associazione Torino-Pechino, il raid Roma-Volgograd e ritorno è stato compiuto da Guido Guerrini ed Emanuele Calchetti dal 21 gennaio al 10 febbraio 2011 a bordo di un pick up Gonow GA200 alimentato con impianto a gpl Imega.

I due hanno raggiunto Volgograd, la ex Stalingrado, dopo dieci giorni di viaggio, e nella città russa hanno consegnato alla locale casa famiglia del centro Giovanni XXIII numerosi abiti raccolti grazie ad una grande gara di generosità che aveva coinvolto sia la Valtiberina che Roma, hanno assistito alle celebrazioni per l’anniversario della storica battaglia che vi si svolse nell’inverno del 1942-43 ed hanno raggiunto poi la non lontana valle del fiume Don dove avvenne la tragica ritirata delle truppe italiane.

Tutti gli obiettivi iniziali sono stati centrati: l’associazione è riuscita a portare a termine una nuova significativa esperienza di pace e di valorizzazione delle realtà italiane che si impegnano nella solidarietà all’estero; Gonow, mettendo a disposizione il proprio mezzo, ha potuto confermare la resistenza e affidabilità del veicolo, esposto a situazioni davvero estreme nelle difficili strade dell’inverno russo; ottimi risultati anche per Imega, il cui impianto di alimentazione ha garantito buoni consumi durante tutto il viaggio, realizzato interamente utilizzando il gpl.

Il viaggio, che ha costretto ad affrontare neve e ghiaccio e nella parte finale anche il fango del disgelo, è raccontato nel libro “Via Stalingrado“, pubblicato da Petruzzi Editore nel dicembre 2011 e arricchito da molti approfondimenti su aspetti sociali, storici e geopolitici relativi ai Paesi attraversati (Italia, Slovenia, Ungheria, Romania, Moldavia, Transnistria, Ucraina, Russia, e poi gli stessi stati al ritorno, con l’unica variante di Serbia e Croazia al posto dell’Ungheria, per un totale di 8777 chilometri, interamente percorsi utilizzando soltanto combustibile alternativo).